Davanti agli occhi di un pubblico sempre più seguace delle pubblicità passa spesso quel famoso “tasso 0″ riferito a mutui, prestiti o finanziamenti per vari beni di consumo. Ma cos’è davvero il tasso d’interesse? Innanzitutto è fondamenttale conoscere alcuni termini il cui significato è ancora poco chiaro: il tan e il taeg.
Il TAN è il più pubblicizzato negli spot, sui cartelloni, o alla radio, è una parolina magica che equivale a dire TASSO ANNUO NOMINALE e corrisponde a quel tasso d’interesse espresso in percentuale sul credito concesso al cliente. Quando si effettua un calcolo del tan non viene incluso il costo di oneri come, ad esempio, eventuali spese di istruttoria e di incasso.
Il Tan è popolarmente inteso come il costo del denaro
Il TAEG è il tasso d’interesse che nelle pubblicità scrivono in caratteri piccolissimi, o che alla radio enunciano solo negli ultimi due secondi di spot. Il Taeg, tasso annuo effettivo globale, esprime l’effettivo costo del finanziamento a carico del cliente: il calcolo del taeg comprende, ad esempio, le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate, etc…
Oggi parlare di Taeg equivale a parlare di indice sintetico di costo (ISC), questo è fissato per legge e non può superare il 18,75%, oltre quella soglia parliamo di usura.
Oggi i tassi di interesse sono molto bassi, lo scorso 8 ottobre il presidente della BCE, al termine del consiglio direttivo, ha confermato che i tassi di interesse nell’area euro restano “appropriati”all’1%….ma questo è un altro discorso…



